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leggereinsilenzio.blogspot.com · Jul 12, 2017

[ RECENSIONE ] LA FORMA DEL BUIO di Mirko Zilahy | Longanesi



Buongiorno Lettori! Manca sempre meno alla serata conclusione del Premio Bancarella e la mia situazione psico-fisica si sta facendo decisamente complicata, ma oggi in piena pausa pranzo torno a condividere con voi una nuova recensione di un romanzo in grado di esaltare il genere thriller in tutto il suo magnetico splendore! Come avrete certamente intuito, sto parlando di La Forma del Buio di Mirko Zilahy dove ritroveremo il commissario Enrico Mancini e la sua squadra investigativa alle prese con una nuova minaccia capace di tenere in pugno un'intera città. Riuscirà il nostro commissario a vincere anche questa sfida?
LA FORMA DEL BUIO di Mirko Zilahy Prezzo: 18.60€ | Pagine: 414 Roma è nelle mani di un killer capace di dare forma al buio. Le sue folli tenebre prendono vita nel rito dell’uccisione, le sue terribili visioni si trasformano in realtà tramite le sue vittime. Perché il mostro non si limita a uccidere: lui plasma, mette in posa, trasfigura ognuna delle sue prede in una creatura mitologica. Lasciando soltanto indizi senza un senso apparente, se non si è in grado di interpretarli. Di analizzare la scena del crimine. E tracciare un profilo. Ma il miglior profiler di Roma, il commissario Enrico Mancini, non è più l’uomo brillante e deciso di un tempo. E la squadra che lo ha sempre affiancato non sa come aiutarlo a riemergere dall’abisso. Mentre nuove opere di quello che la stampa ha già ribattezzato «lo Scultore» compaiono nel­l’oscura, incantata Casina delle Civette a Villa Torlonia, nel vecchio Giardino zoologico e nell’intrico della rete fognaria romana, Mancini viene richiamato in servizio e messo di fronte a quella che si dimostrerà come la sfida più angosciante e letale della sua carriera. O addirittura della sua vita.
Dopo sei mesi dal sanguinario caso dell'ombra che ha lasciato dietro di sé strascichi ingombranti e cicatrici profonde, un nuovo male torna a sconvolgere le vie di Roma, prendendo in ostaggio un'intera città immersa nel caos più spietato e imprevedibile. Un male che trova la sua prima origine e parziale evoluzione nelle isolate colline umbre.
Tra le ombre di un antico e austero monastero, infatti, giace silente una bestia violenta e incontrollabile in attesa della sua prossima, inevitabile ed eclatante mossa. L'unico uomo in grado di contrapporsi alla bestia senza nome è il commissario Enrico Mancini che sarà costretto ad affrontare ogni sua complessa fragilità per mettersi al totale servizio della sua squadra investigativa chiamata questa volta ad affrontare enigmi storici, miti ellenici di spregevole fattura umana e vecchi fantasmi di un passato troppo doloroso da dimenticare.

Tre corpi erano sistemati in un'assurda posa plastica. Nella legnosità del rigor mortis sembravano aver assunto le algide fattezze del marmo.
La storia si evolve in modo deciso e coinvolgente fin dalle prime pagine trasportata da un ritmo narrativo serrato ed avvolgente, intenso e carico di tensione in grado di catturare attenzione e curiosità del suo lettore senza il minimo sforzo. Lo stile di Zilahy si conferma in tutta la sua magnetica coesione fino ad arricchirsi di elementi nuovi e sorprendenti, perfettamente capaci di tessere una trama intricata ed intrigante sotto ogni punto di vista.

Una vera e proprio corsa contro il tempo quella intrapresa dal commissario Mancini e la sua squadra che spinge e permette al lettore di creare un approccio diretto e d'impatto, intimo e psicologico con le due facce della stessa medaglia: il bene e il male, infatti, si affrontano e si sfiorano più volte durante la narrazione arrivando a delineare confini mutevoli e tutt'altro che definiti. La Forma del Buio è quel genere di romanzo che cambia il lettore.
Lo travolge grazie ad un tripudio di sensazioni ed emozioni contrastanti. Lo stravolge nella sua essenza più pura e profonda. Lo guida attraverso percorsi oscuri, incomprensibili e tortuosi. Lo confonde creando un senso di inquietudine quasi tangibile senza mai rivelare nulla più del dovuto, lasciando galleggiare un sentore di irrequietezza pronto a scombinare le carte in tavola, all'improvviso.

Lui non racconta la sua storia. Racconta la sua favole. Insegue le sue paure. E uccide i suoi fantasmi.
Con La Forma del Buio Zilahy spinge l'asticella ad un livello più alto, evidenziando ipocrisie e fragilità umane, vizi e virtù, principi morali e segreti inconfessabili in grado di sconvolgere ed emozionare al tempo stesso, in modo naturale e mai forzato. In questo Zilahy si conferma in tutto il suo talento narrativo riuscendo a dare peso e prestigio a un genere letterario complesso, creativo ed affascinante che, come tale e per gli elementi imprescindibile che lo accompagnano, è chiamato a giocare con la mente del suo lettore, parola dopo parola, scena dopo scena.
Un talento che si spinge con abilità che ammalia e destabilizza verso un ambito tipicamente interpretativo.
L'autore, infatti, riesce a gestire con arguzia, controllo ed intelligenza ogni pesonaggio che con maggiore o minore assiduità calca il palcoscenico narrativo, interpretandone ogni più piccola sfaccettatura e attesa sfumatura creando in questo modo un casting variopinto, intenso e mai lasciato al caso.

In poche parole, miei cari ed affezionati lettori, dovete assolutamente leggere La Forma del Buio!
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